6 aspetti fondamentali per il benessere psicologico

10 dicembre 2020

MICHELE ACCETTELLA

Benessere psicologico
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Sentirsi bene, essere soddisfatti di sé, avere successo.

Che cosa significa stare bene psicologicamente?

Questa è una di quelle domande la cui risposta sembra scontata, ma quando poi ti fermi a pensare davvero a come rispondere più precisamente la faccenda si complica un po’.

Che cosa vuol dire per te stare bene?

La risposta non credo sia facile, perché a parte le cose più banali ed ingenue che ti possono venire in mente, a me sembra che per rispondere adeguatamente a una domanda del genere ci vuole uno sforzo e una buona dose di riflessione. 

 

Tocca un po’ scavare dentro sé stessi per capire dove si … 

 

È difficile mettere bene a fuoco una risposta esaustiva che riesca a comprendere tutto.

Sapere che cosa significa stare bene psicologicamente non è male ma forse la cosa più importante è sapere come si può fare per conquistare e conservare il proprio benessere.

Quando parliamo di benessere facciamo riferimento ad una particolare condizione dell’uomo.

Ci sono effettivamente degli elementi essenziali per costruire il proprio benessere psicologico e questi elementi sono 6 verso i quali può essere utile riflettere e provare a migliorarne la qualità nella tua vita. 

 

Impegnarmi verso la cura, di me stesso e dei miei pazienti, mi ha consentito di mettere a fuoco meglio quelli che sono gli aspetti fondamentali che devono essere allenati se vuoi migliorare la qualità della tua vita.

Sono Michele Accettella, psicologo, psicoterapeuta, analista junghiano a Roma. Da oltre 14 anni aiuto le persone a migliorare la qualità delle loro vite attraverso la crescita della personalità. Il mio lavoro consiste nel creare le migliori condizioni possibili — all’interno della relazione terapeutica — affinché possano svilupparsi al meglio i vari aspetti della tua personalità e conquistare con questo una maggiore soddisfazione di vita.

Di che cosa è fatto il benessere psicologico?

Uno stato di benessere emotivo e psichico nel quale l'individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali, esercitare la propria funzione all'interno della società, rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri, partecipare costruttivamente ai mutamenti dell'ambiente, adattarsi alle condizioni esterne e ai conflitti interni. (WHO - World Health Organization)

Questo è quanto sostieme l’Organizzazione Mondiale della Sanità. 

Stare bene psicologicamente significa allora, che sei in grado di:

1. sfruttare le tue capacità cognitive e emotive;
2. esercitare la tua funzione all’interno della società; 
3. rispondere adeguatamente alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno;
4. stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri;
5. partecipare costruttivamente ai mutamenti dell’ambiente;
6. adattarsi alle condizioni esterne e ai conflitti interni.

Sei punti estremamente importanti che possono fare davvero la differenza.

Carol Diane Ryff — psicologa statunitense alla University Wisconsin Madison — sostiene che la struttura sottostante al benessere psicologico è molto più complessa di quanto la letteratura esistente ci faccia credere. 

Il benessere si presenta come un processo multidimensionale e dinamico che comprende vari e molteplici aspetti.

Questi aspetti sono compresi in 6 tipiche macro-dimensioni:

  1. auto-accettazione;
  2. relazioni interpersonali positive;
  3. autonomia;
  4. controllo ambientale;
  5. crescita personale;
  6. scopo nella vita.

Se tieni a cuore il tuo benessere personale… 

Quanto tempo stai impiegando, quante attenzioni, quante energie, quante riflessioni stai dedicando a capire davvero che cosa vuol dire nel tuo caso vivere bene. 

Può essere una cosa da poco, ma è più probabile che, quello che emergerebbe è che forse è molto più apimpio il tempo speso e le energie dissipate per distrarti da questo impegno.

Troppo faticoso, troppo dispendioso — dirai — e poi, a che scopo? 

Ma chi me lo fa fare? Ma che ci guadagno? Tutta fatica sprecata. 

Le cose importanti oggi sono altre.

Tutti pensieri utili a spostare l’attenzione su altro. Su cose ritenute davvero importanti. 

Come non so: il successo, il denaro, la posizione sociale più prestigiosa, la fama. O anche più semplicemente ad offrie una performance di sé sempre maggiore per non deludere nessuno.

Per essere considerati. Amati. Cercati.

Fare esercizi su di sé per fiorire, per esprimere con soddisfazione la propria personalità nel mondo, attraverso la propria azione. 

 

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1. Sfruttare le tue capacità cognitive e emotive

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2. Esercitare la tua funzione all'interno della società

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3. Rispondere adeguatamente alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno

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4. Stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri

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5. Partecipare costruttivamente ai mutamentidell'ambiente

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6. Adattarsi alle condizioni esterne e ai conflitti interni

Resilienza: divenuto ormai di uso comune questo termine lo trovo profondamente forviate rispetto alla possibilità di conquistare un certo benessere psicologico.

Ripreso originariamente della fisica e dalla meccanica, il termine “resilienza” fa specifico riferimento alla capacità di un materiale di assorbiere un urto senza rompersi.

Ora, trasportato nell’ambito della psicologia, con il termine “resilineza” si prova a definire la capacità che ognuno di noi ha di resistere agli urti della vita senza impazzire rispondendo efficacemente a quanto ci accade. 

Più siamo in grado di resistere e di reagire efficacemente ai traumi che viviamo nel corso della vita, più possiamo ritenerci “resilienti”.

Dov’è il limite a questa visione delle cose?

Il limite, secondo me, sta nel non tenere in debito conto quale sia il modello teorico che c’è dietro ad una definizione di questo termine e del tipo di scopo che l’uso di questo termine in ambito psicologico si prefigge di raggiungere.

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(* A tutela della privacy è stato modificato o omesso ogni dettaglio che possa rivelare l’identità del mio paziente).

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Questo è il mio lavoro, questo è il mio impegno!

Un saluto, a presto.

Michele

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Michele Accettella

Sono psicoterapeuta abilitato all’esercizio permanente dall’Ordine degli Psicologi del Lazio.
In 15 anni ho accumulato oltre 12.450 ore di lavoro in ambito clinico, come psicologo e come psicoterapeuta. 
Per diventare analista junghiano, per oltre 5 anni, sono stato anch’io in terapia, poiché per conoscere l’altro è necessaria una conoscenza approfondita di sé.

L’attenzione al lavoro clinico, ancora oggi, viene periodicamente rinnovata negli incontri riservati di supervisione che svolgo presso il “CIPA – Centro Italiano di Psicologia Analitica“: un’associazione che da oltre 50 anni cura la formazione degli psicoterapeuti junghiani in Italia, di cui sono “Membro del Comitato Direttivo Nazionale”.
Sono Psicologo Analista abilitato alla docenza, alle analisi di formazione e alle supervisioni presso la “Scuola di Specializzazione in Psicoterapia” del CIPA riconosciuta dal MUR.

Dal 2019 sono stato iscritto nell’Albo dei docenti esterni di 1° Livello – Area C di Roma Capitale.

Eventi cui ho partecipato come relatore, moderatore o discussant:

  • Tavola Rotonda “CIPA – Centro Italiano di Psicologia Analitica”, 5 dicembre 2020, Roma
  • Seminario Residenziale CIPA, 25-27 ottobre 2019, Terme di Stigliano
  • Journal Club CIPA, 2 ottobre 2019 riflessioni volume rivista Atque, Roma
  • Tavola rotonda “CIPA – Centro Italiano di Psicologia Analitica”, 17 ottobre 2018, Roma
  • Seminario “CIPA – Centro Italiano di Psicologia Analitica”, 1 marzo 2017, Roma
  • Presentazione “Centro AMI”, 28 gennaio 2017, Alatri (RM)
  • XVII Convegno Nazionale CIPA, 2-4 dicembre 2016, Roma

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