Michele Accettella, 10 gennaio 2018

Come la psicoterapia cambia
il cervello

Come la psicoterapia cambia il cervello

Una delle paure legate alla psicoterapia è quella di pensare che produca un cambiamento nella propria identità.Il timore è quello di perdere la propria originalità, consegnando al terapeuta la possibilità di fare al paziente un vero e proprio “lavaggio del cervello.

In questo articolo proviamo a capire in che modo la psicoterapia produce un cambiamento positivo e duraturo nella nostra vita e come tale cambiamento corrisponda ad una modifica anche nel funzionamento del nostro cervello.

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Gli argomenti di questo articolo:

1. Introduzione

Una cosa deve essere chiara: se si va in terapia è perché non si riesce a superare un momento difficile della propria vita e si desidera conquistare una nuova serenità.
Questa cosa concretamente significa una cosa sola: cambiamento
Se nel corso di una psicoterapia non avviene un sufficiente cambiamento nella propria vita, se non si raggiunge un livello di maggiore qualità della vita e soddisfazione, significa che si è speso male il proprio tempo e il proprio denaro.
Se avviene un cambiamento nel nostro atteggiamento cosciente di fronte agli eventi della nostra vita significa che si è consolidato un nuovo apprendimento. 
Ma che cosa succede nel nostro cervello quando apprendiamo qualcosa di nuovo? 

Che cosa succede quando cambia il nostro comportamento?

Nella misura in cui la psicoterapia produce cambiamenti di lunga durata nel comportamento è presumibile che ciò avvenga attraverso il processo di apprendimento, che modifica l'espressione genica agendo sull'efficacia delle connessioni sinaptiche e riscrive i percorsi anatomici delle interconnessioni tra i neuroni del cervello.

Eric Kandel – premio Nobel per la medicina – ci dice che l’anatomia del cervello si modifica continuamente e che, molto probabilmente, questo incide sulla personalità dell’individuo (Erik R. Kandel, Psichiatria, psicoanalisi e nuova biologia della mente). 

2. C.

La psicoterapia junghiana si pone l’obiettivo di produrre un cambiamento di lunga durata nella vita del paziente. 
Questo cambiamento creerà una nuova configurazione anche nella biologia del suo cervello. 
Non c’è nulla di cui aver paura, poiché questa cosa accade ogni volta che apprendiamo qualcosa di nuovo. 
È stato dimostrato, per esempio, che il cervello di chi ha imparato a suonare uno strumento musicale è strutturalmente diverso da chi non suona uno strumento.  
Tale cambiamento nella configurazione delle connessioni delle cellule nervose del cervello è possibile perché il cervello gode di una plasticità neuronale
Cosa significa?
Significa che le cellule del cervello hanno la capacità di modificare il loro modo di funzionare e di “comunicare” tra loro. 

Questo ci permette di continuare ad apprendere nuove cose nella vita e di cambiare il nostro modo di fare. 
La psicoterapia cambia il cervello

La mente esiste simultaneamente nel passato, nel presente e nel futuro. La nostra esperienza cosciente è la somma di queste tre componenti, che interagiscono all'interno del cervello di ognuno di noi.

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4. Q

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5. Ccccc

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Questo è il mio lavoro, questo è il mio impegno!

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Michele Accettella

Sono psicoterapeuta abilitato all’esercizio permanente dall’Ordine degli Psicologi del Lazio.  
In 11 anni ho accumulato oltre 7.500 ore di lavoro in ambito clinico.
Per diventare psicoterapeuta, per oltre 5 anni, sono stato anch’io in terapia, poiché per conoscere l’altro è necessaria una conoscenza approfondita di sé.

L’attenzione al lavoro clinico, ancora oggi, viene periodicamente rinnovata negli incontri riservati di supervisione che svolgo presso il “CIPA – Centro Italiano di Psicologia Analitica“: un’associazione che da oltre 50 anni cura la formazione degli psicoterapeuti junghiani in Italia, di cui sono “Membro del Comitato Direttivo Nazionale”.

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