03 settembre 2019

La solitudine mi uccide!
Senso e significato della solitudine e come superarla

Sensop e significato della solitudine

in sintesi

La solitudine rappresenta il 

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La solitudine cccccccccc

Esistono 3 forme della solitudine, tre modi distinti di intendere e di vivere l’esperienza della solitudine:

  1. la solitudine come finitezza dell’esistenza: l’idea di considerarsi soli in quanto individui sempre unici nel modo di vedere le cose e nel modo di percepire il mondo (solipsismo);
  2. la solitudine come pienezza dell’esperienza, ossia una forma di isolamento volontario di accedere ad altre esperienze diverse dall’abituale;
  3. la solitudine come vuoto d’esperienza: intesa come solitudine derivata dal fatto di percepire il mondo come un luogo ostile, negativo oppure del tutto indifferente.

Il tipo di solitudine cui mi rivolgo in questo articolo è quest’ultima.

Si tratta di un solitudine tipicamente intesa come condizione psicologica in cui:

  • senti che i rapporti interpersonali per te non hanno significato;
  • oppure, desideri avere più relazioni di quelle che hai;
  • oppure, desideri avere rapporti interpersonali più soddisfacenti ma hai intorno a te soltanto persone che non ti soddisfano.
 
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Ma che cosa significa sentirsi soli?

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Se sei triste quando sei da solo, probabilmente sei in cattiva compagnia.

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Ci sono momenti di solitudine che cadono all’improvviso come una maledizione, nel bel mezzo di una giornata. Sono i momenti in cui l’anima non vibra più.

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La felicità ha a che fare con
un senso profondo di vita ben vissuta,
una vita in quel modo ricca, piena e significativa.

Sintomi comportamentali:

2. C.

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3. xxx

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4. Q

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xxx

cccccccccc

(* A tutela della privacy è stato modificato o omesso ogni dettaglio che possa rivelare l’identità del mio paziente).

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5. Ccccc

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cccccccccc

Questo è il mio lavoro, questo è il mio impegno!

Un saluto, a presto.

Michele

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Michele Accettella_psicologo_psicoterapeuta Roma

Michele Accettella

Sono psicoterapeuta abilitato all’esercizio permanente dall’Ordine degli Psicologi del Lazio.
In 13 anni ho accumulato oltre 10.640 ore di lavoro in ambito clinico, come psicologo e come psicoterapeuta. 
Per diventare analista junghiano, per oltre 5 anni, sono stato anch’io in terapia, poiché per conoscere l’altro è necessaria una conoscenza approfondita di sé.

L’attenzione al lavoro clinico, ancora oggi, viene periodicamente rinnovata negli incontri riservati di supervisione che svolgo presso il “CIPA – Centro Italiano di Psicologia Analitica“: un’associazione che da oltre 50 anni cura la formazione degli psicoterapeuti junghiani in Italia, di cui sono “Membro del Comitato Direttivo Nazionale”. Psicologo analista abilitato alla docenza, alle analisi di formazione e alle supervisioni presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia del CIPA riconosciuta dal MIUR.

Eventi cui ho partecipato come relatore, moderatore o discussant:

  • Tavola Rotonda “CIPA – Centro Italiano di Psicologia Analitica”, 5 dicembre 2020, Roma
  • Seminario Residenziale CIPA, 25-27 ottobre 2019, Terme di Stigliano
  • Journal Club CIPA, 2 ottobre 2019 riflessioni volume rivista Atque, Roma
  • Tavola rotonda “CIPA – Centro Italiano di Psicologia Analitica”, 17 ottobre 2018, Roma
  • Seminario “CIPA – Centro Italiano di Psicologia Analitica”, 1 marzo 2017, Roma
  • Presentazione “Centro AMI”, 28 gennaio 2017, Alatri (RM)
  • XVII Convegno Nazionale CIPA, 2-4 dicembre 2016, Roma

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comprendere il significato del loro dolore
per migliorare la qualità delle loro vite
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