13 marzo 2026 | MICHELE ACCETTELLA

La coppia creativa duale.
Quando 1 + 1 = 1

La copia creativa

Introduzione: "Io, noi due, noi. ll duale"

(1 + 1 = 1)
Uno più uno uguale Uno formato da due cose o persone legate tra loro da un'intima connessione.

Il duale, in greco, esprimeva un'entità duplice.
Il duale è il numero del patto, dell'accordo, dell'intesa.

È il numero della coppia, per natura, o del farsi coppia, per scelta.
Il duale è al tempo stesso il numero dell'alleanza e dell'esclusione.
Due non è solo la coppia.
Due è anche il contrario di uno: è il contrario della solitudine.

Come se ci fosse un grande recinto: chi vi è dentro, al numero duale, sa di esserlo. Chi vi è fuori ne resta irrimediabilmente escluso. Dentro o fuori.

Per i Greci il duale esiste laddove è utile al senso, laddove il parlante lo sente.

(Andrea Marcolongo, La lingua geniale)

Nella linga greca — ci spiega Andrea Marcolongo — il termine duale indicava un numero concreto, un numero umano e non matematico. 

Il dermine duale serviva per dare senso alle relazioni tra le cose e tra le persone; per segnalare in maniera particolare la presenza di una speciale relazione tra le due cose o le due persone. 

Qualcosa di non misurabile, ma evidentemente intuibile e, dunque, presente tra le due entità.

Nel mondo delle relazioni intime il termine, a mio parere, resituisce benissimo il valore particolare che può e deve esisterne tra due persone per far sì che esista davvero una particolare relazione di coppia che ben si possa distinguere da un mero noi due.

Parto da quì per provare ad identificare questo “qual cosa” che chiamiamo “mente di coppia” che, evidentemente, fa riferimento ad un ente terzo, specifico e irripetibile, che può nascere solo dall’incontro tra due specifiche persone che si adoperano per dare vita a questa cosa chiamata coppia o, per meglio dire, nel dare vita a quella che possiamo chiamare una mente duale.

Coloro che hanno avuto il raro privilegio di amare davvero sapranno sempre distinguere la differenza di intensità e di rispetto che intercorre tra pensare "noi due" e "noi"; ma più non lo sanno dire. Per dirlo, infatti, ci vorrebbe il duale del greco antico.

Sono Michele Accettella, psicologo, psicoterapeuta, analista junghiano a Roma. Da oltre 15 anni aiuto le persone a migliorare la qualità delle loro vite attraverso la crescita della personalità.
Il mio lavoro consiste nel creare le migliori condizioni possibili — all’interno della relazione terapeutica — per far emergere e sviluppare al meglio gli aspetti complessi della tua personalità,  conquistando con questo una maggiore soddisfazione di vita.

Che cos'è la mente di coppia?

Nel modello sviluppato presso il Tavistock Institute of Human Relations e nella tradizione psicoanalitica delle relazioni oggettuali (es. Wilfred Bion, Donald Winnicott, Henry Dicks, Stanley Ruszczynski, ecc.), per mente di coppia o coppia creativa si intende una  condizione evolutiva in cui la coppia sviluppa una funzione mentale condivisa. 

Non si tratta semplicemente “andare d’accordo” si tratta di vivere la coppia come uno spazio psichico altro, terzo, che pensa, contiene e trasforma l’esperienza di entrambi.

La coppia, in questo senso, funziona come una mente duale, frutto della condivisione dei partner, in grado di:

  1. pensare i conflitti;
  2. elaborare una crisi esterna;
  3. co-costruire significati;
  4. esaltare la crescita e lo sviluppo individuale reciproco;
  5. trarre dai conflitti l’occasione di conoscerse sé stessa;
  6. generare simboli.

1. La coppia che pensa insieme un conflitto

Situazione

Uno dei due partner torna a casa irritato dopo una giornata difficile e attacca l’altro con tono polemico.

In una coppia che non ha ancora sviluppato una mente di coppia accade che:

  • l’altro reagisce difendendosi.
  • si crea escalation di accuse.
  • ognuno pensa separatamente.

 

Quando esiste una mente di coppia (creativa), accade che il secondo partner riesce a dire: 

“Mi sembra che oggi sia stata una giornata molto dura. Forse quello che sta succedendo tra noi c’entra anche con quello.”

La mente di coppia garantisce che:

  • il conflitto viene pensato invece che agito;
  • l’emozione viene contenuta e trasformata.
La coppia diventa uno spazio di mentalizzazione condivisa.

2. La coppia che elabora insieme una crisi esterna

Situazione

Uno dei partner perde il lavoro.

Nella coppia difensiva:

  • vergogna, silenzio, distanza.
  • l’altro partner può colpevolizzare o minimizzare.

 

Nella coppia creativa:

  • I due partner parlano apertamente della paura economica e della ferita narcisistica;
  • si chiedono insieme “Come possiamo attraversare questo momento?”
  • la coppia diventa contenitore dell’angoscia;
  • nascono nuove possibilità: cambio di carriera, riorganizzazione familiare, nuovi progetti;
  • la crisi diventa materia trasformativa della relazione.
Cosa significa essere una coppia

3. La coppia che co-costruisce significato

Situazione

Un figlio entra nell’adolescenza e diventa provocatorio.

In una coppia non integrata:

  • un genitore diventa permissivo.
  • l’altro diventa rigido.
  • il figlio usa la spaccatura.

 

Nella coppia con mente condivisa (creativa), i due partner parlano tra loro:

  • cosa sentono
  • cosa li spaventa
  • cosa rappresenta l’adolescenza del figlio
  • La coppia produce una lettura condivisa della situazione.

4. La coppia ove i suoi membri sostengono l'uno l'espansione dell'altro

Situazione

Uno dei partner sente il desiderio di cambiare vita (studio, lavoro, progetto creativo).

In una coppia fragile:

  • Il cambiamento è percepito come minaccia.
  • Compare sabotaggio o svalutazione.

In una coppia creativa:

  • L’altro partner è capace di pensare “Cosa significa per te questo desiderio?”. La coppia diventa spazio di incubazione del futuro.

5. La coppia che usa il conflitto per conoscersi

Situazione

Discussione ricorrente sulla gestione del tempo libero.

Nella coppia difensiva:

  • il litigio è stereotipato.
  • vige la ripetizione.


Per una coppia creativa:

A un certo punto uno dei due dice: “Forse litighiamo sempre su questo perché per me stare insieme significa sicurezza, mentre per te significa libertà.” Il conflitto diventa strumento di conoscenza reciproca.

6. La coppia creativa genera simboli

Questo è un livello ancora più evoluto.

La coppia riesce a:

  • parlare dei sogni
  • usare immagini simboliche
  • riflettere su fantasie e paure profonde
 

In questo senso la coppia diventa spazio simbolico condiviso.

La coppia creativa duale. Quando 1 + 1 = 1

Le 3 condizioni patologiche che impediscono la nascita della mente di coppia

Le patologie psichiche relative alla relazione di coppia non consiste principalmente nelle dimensioni di conflitto, ma nella perdita della funzione simbolica della relazione.

Quando la coppia non riesce più a trasformare l’esperienza emotiva in pensiero condiviso, il campo della relazione collassa in forme di fusione, scissione e ripetizione.

Le 3 grandi patologie che impediscono ai partner di generare una “mente di coppia” sono:

  1. la Fusione psichica: non esiste alcuno spazio tra le due menti dei partner;
  2. la Scissione polarizzata: la relazione di coppia è un campo di battaglia, luogo di reciproche proiezioni tra i due;
  3. la Collasso simbolico: la coppia non pensa l’esperienza relazionale.

La patologia della coppia non consiste principalmente nel conflitto tra i partner, ma nella perdita della funzione simbolica della relazione.
Quando la coppia non riesce a trasformare l'esperienza emotiva in pensiero condiviso, il campo della relazione collassa in forme di fusione, scissione e ripetizione.

Lo stato mentale di coppia come evoluzione psicologica emergente

Indicatori clinici della “mente di coppia”

Segnali osservabili:

  1. curiosità reciproca
  2. capacità di pensare le emozioni
  3. tolleranza dell’ambivalenza
  4. uso creativo del conflitto
  5. funzione contenitiva reciproca
  6. produzione di nuovi significati

 

Quando questi elementi sono presenti, la coppia non è più solo relazione tra due individui, ma diventa sistema psichico emergente.

La coppia è una costruzione.
5 condizioni psicologiche che rendono possibile la nascita della mente di coppia

Coppia creativa

In quanto processo di costruzione che non si dà mai una volta per tutte, la coppia è un processo costruttivo, di edificazione costante. 

Si tratta di un processo relazionale costruttivo, che segue un andamento non lineare e che, come tale, rappresenta l’insieme di azioni di cura da parte dei partner che si espongono ad un evento di per sé destabilizzante per le individualità dei partner. 

Questa caratteristica prevede dunque, una particolare capacità dei membri della coppia di tollerare la frustrazione della perdita della identità iniziale e dei modelli relazionali precedenti la nascita della coppia.

La mente di coppia è trasformativa.

Le 5 condizioni psicologiche che rendono possibile la nascita di una mente di coppia sono le seguenti:
 
  1. la tolleranza alla differenza: la coppia crea lo spazio tra le menti dei partner;
  2. la capacità di contenere l’emozione: questa capacità garantisce la possibilità alla coppia di riuscire a pensare, a riflettere sul proprio stato relazionale della coppia e consente la nascita di possibili pensieri sulla relazione stessa (mentalizzazione);
  3. la curiosità reciproca: questa capacità garantisce la possibilità di mantenere viva l’esplorazione reciproca tra i partner della coppia. Un atteggiamento aperto che prevede l’inesauribilità della conoscenza dell’altro;
  4. l’uso simbolico del conflitto: i momenti conflittuali sono considerate occasioni trasformative, in grado di generare nuovi contenuti della relazione di coppia (trasformazione);
  5. conserva uno spazio per il non sapere: sostenre la capacità di sostare e patire uno spazioni vuoto, non saturo, della relazione, rende possibile l’emergere di caratteristiche e forme nuove della relazione scondo un processo tipicamente creativo.
 

La relazione di coppia, intesa come luogo creativo indirizzato alla crescita psicologica, è una relazione che prevede: 

  • la separazione dalle forme infantili di attaccamento e dipendenza dal partner; 
  • la disillusione rispetto all’idealizzazione del partner (seppur necessaria); 
  • gli scontri su ciò che si desidera dall’altro, dalla coppia o dalla realtà; 
  • la frustrazione, la rinuncia e la capacità di tollerare l’ambivalenza;
  • la capacità di contemplare la relazione di coppia come un’occasione di evoluzione psicologica.
 

Tutti questi aspetti concorrono all’elevazione della vita psicologica dei partner e alla edificazione di un irripetibile “terzo” creativo da coltivare, alimentare e portare alla luce.

Il matrimonio — scrive Jung — è una relazione psicologica, uno stadio particolare dell’evoluzione psicologica dell’uomo. 

Non è per tutti. 

La vita psichica è un’evoluzione che può fermarsi anche ai livelli più bassi.

Pertanto la coppia è una sfida evolutiva di presa di coscienza che, come ogni processo di presa di coscienza, implica sempre una certa dose di profondo turbamento.

Sviluppare una mente di coppia, o una mente creativa di coppia, significa rivolgersi alla relazione di coppia come ad un luogo psicologico, particolare, “altro” rispetto ai singoli partner, diverso pure dalla mera capacità di saper gestire con grande affiatamento le faccende della routine familiare. 

Si tratta di destinare una parte della propria psiche ad un altra struttura di senso, un altro elemento, il duale — come lo abbiamo definito — dove la forma di ciò che emerge è dato dal contributo individuale di ciascun partner. 

Ciò che viene generato, ciò che emerge, è un’opera particolarissima e irripetibile che, se riconosciuta dai due partner con consapevolezza, è produttrice di maggiore benessere psicologico.

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Michele Accettella_psicologo_psicoterapeuta Roma

Michele Accettella

Sono psicoterapeuta abilitato all’esercizio permanente dall’Ordine degli Psicologi del Lazio.
In oltre 15 anni ho accumulato più di 15.000 ore di lavoro in ambito clinico, come psicologo e come psicoterapeuta.

Per diventare analista junghiano, per oltre 5 anni, sono stato anch’io in terapia, poiché per conoscere l’altro è necessaria una conoscenza approfondita di sé.

L’attenzione al lavoro clinico, ancora oggi, viene periodicamente rinnovata negli incontri riservati di supervisione che svolgo presso il “CIPA – Centro Italiano di Psicologia Analitica“: un’associazione che da oltre 50 anni cura la formazione degli psicoterapeuti junghiani in Italia, di cui sono “Membro del Comitato Direttivo Nazionale”.
Sono Psicologo Analista abilitato alla docenza, alle analisi di formazione e alle supervisioni presso la “Scuola di Specializzazione in Psicoterapia” del CIPA riconosciuta dal MUR.

Dal 2021 al 2025 sono eletto Segretario scientifico e Direttore della Scuola di psicoterapia dell’Istituto di Roma del CIPA. 
Dal 2019 sono stato iscritto nell’Albo dei docenti esterni di 1° Livello – Area C di Roma Capitale.

Eventi cui ho partecipato come relatore, moderatore o discussant:

  • Master “La realtà dell’inconscio. Come l’inconscio muove la nostra vita” AIRP, 16 marzo 2024, Livorno
  • Laboratorio di formazione a cura della Rivista di Psicologia Analitica: Anoressia dell’Anima e Bulimia delle cose, 11 febbraio 2023, Chiesa Valdese, Roma
  • Inaugurazione Anno Scientifco 2023 – CIPA, 14 gennaio 2023, Roma
  • Inaugurazione Anno Scientifco 2022 – CIPA, 22 gennaio 2022, Roma
  • Introduzione alla presentazione del docufilm “Fellini e l’Ombra” di Catherine McGilvray, Cinema Farnese, 20 gennaio 2022, Roma
  • Tavola Rotonda “CIPA – Centro Italiano di Psicologia Analitica”, 5 dicembre 2020, Roma
  • Seminario Residenziale CIPA, 25-27 ottobre 2019, Terme di Stigliano
  • Journal Club CIPA, 2 ottobre 2019 riflessioni volume rivista Atque, Roma

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